
"Se si vuole concepire in metafora, l'opera in sviluppo come un rogo, il commentatore gli sta davanti come il chimico, il critico come l'alchimista. Se per il primo legno e cenere sono i soli oggetti della sua analisi, per l'altro solo la fiamma custodisce un segreto: quello della vita. Così il critico cerca la verità la cui fiamma vivente continua ad ardere si ceppi pesanti del passato e sulla cenere lieve del vissuto" Walter Benjamin, Aneglus Novus, Saggie e frammenti. Saggio sulle Affinità Elettive
Se Benjamin fosse vissuto oggi dove avrebbe inserito nella sua metafora i presunti critici contemporanei al soldo dei mercanti? Forse tra i venditori di quel fumo che il rogo produce.