Agacrile, nei suoi "commentari ionici", ci ricorda come, ai suoi tempi, il Nuoto Psicoarmonico fosse " in auge tra le classi raffinate", seppur "...avversato dal Tiranno che temeva la libertà di pensiero nel movimento crono-ironico del corpo e della mente...". L'origine del Nuoto Psicoarmonico pare debba ricercarsi nell' Argolide, dove sembra documentato sin dal Bronzo antico. La leggenda vuole che fosse stato introdotto in quella regione dal dio fluviale Inaco, offrendo così spiegazione, tramite il mito di Io, anche alla presenza di tale pratica presso i popoli del Nilo, che chiamavano i cultori di questa disciplina gli "armonizzatori delle sabbie". Del resto, il Nuoto Psicoarmonico, oltre ad essere praticato in fiumi, torrenti, laghi e mari, sembra aver incontrato per secoli anche il favore delle popolazioni sahariane, come attestano numerose pitture rupestri, giungendo, in qualche raro caso, sino a noi. A tale proposito, Henri Lhote, in una comunicazione personale, nel 1987, ci rivelò di avere incontrato nel 1956, alcuni Tuareg del Tassili dediti al Nuoto Psicoarmonico nella sabbia.
Ai giorni nostri, il Nuoto Psicoarmonico pare avere non più di una trentina di cultori sparsi in tutto il mondo, sovente neppure in contatto tra loro.